
La Sicilia con i suoi 25.710 km² è la più grande isola del Mar Mediterraneo.
La sua storia è stata influenzata dai tanti dominatori che sono passati sul suo suolo. Grazie alla sua posizione geografica, proprio al centro del mar Mediterraneo, la Sicilia ha avuto un ruolo importante negli eventi storici che hanno visto protagonisti i popoli del “mare nostrum”.
Fu parte delle colonie della Magna Grecia e di Cartagine, e cercò di diventare regno indipendente con Ducezio ed Euno (che si autoproclamarono re dei Siculi rispettivamente nel V e nel II secolo a.C.).
Conquistata dai romani, divenne la prima provincia romana semplicemente come Sicilia. Passata dall'impero romano ai barbari e infine ai bizantini, fu il ventitreesimo thema dell'Impero Bizantino con il nome di Sikelia. Sotto gli arabi godette di una certa autonomia, così come sotto i normanni e gli svevi. Il dominio aragonese (seguito da quello spagnolo, piemontese e borbonico) sancì un iniziale aumento dell'autonomia (con la creazione del Regno di Trinacria, poi di Sicilia), che poi però si ridusse in un vicereame e infine ritornò ad essere un Regno fino al 1789.
Dalla Rivoluzione Francese all'Unità d'Italia, la corona di Sicilia fu unita a quella di Napoli nel Regno delle Due Sicilie. Con l'arrivo di Giuseppe Garibaldi, la Sicilia divenne una delle regioni italiane, ottenendo lo statuto speciale nel 1948.
L'avvicendarsi di molteplici civiltà ha arricchito l’isola di insediamenti urbani, di monumenti e di vestigia del passato che fanno della regione uno dei luoghi privilegiati dove la storia può essere rivissuta attraverso le immagini dei segni che il tempo non ha scalfito e ha tramandato sino ai nostri giorni.
La cucina siciliana fa parte di una cultura gastronomica regionale complessa ed articolata, che mostra tracce e contributi di tutte le culture che si sono stabilite in Sicilia negli ultimi due millenni.
Dalle abitudini alimentari della Magna Grecia alle prelibatezze dei "Monsù" delle grandi cucine nobiliari, passando dai dolci arabi e dalle frattaglie alla maniera ebraica.
La pasticceria araba viene assimilata e trasmessa dalle comunità cristiane, conservando la sua impronta e talora le denominazioni originarie.
La discontinuità dell'approvvigionamento idrico non impedisce all'agricoltura di essere una delle grandi risorse economiche della regione.
Notevole è la produzione dei cereali (l'isola era chiamata il granaio di Roma) e ben nota è, in particolare nei pressi di Acireale e nella Piana di Catania, la coltura degli agrumi: aranci, limoni e mandarini, insieme a mandaranci, bergamotti, cedri e pompelmi di grande pregio, i fichi d'India e le carrube.
Tra la frutta secca spiccano per qualità le mandorle, le nocciole e i pistacchi (pregiati quelli di Bronte). La tradizionale coltivazione della vite consente, inoltre, la produzione di ottimi vini liquorosi che vengono sempre maggiormente apprezzati anche all'estero (tra i più noti il Marsala, il Moscato di Pantelleria, il Malvasia di Lipari e lo Zibibbo).


